È un piccolo centro agricolo posto a 340 metri s.l.m. nella regione collinare tra i fiumi Platani e Salso. È situato a 38 km a sud-est del capoluogo e si allunga tra la strada e la linea ferroviaria che conducono da Licata a Naro, tra un ramo del fiume di Camastra ed il poggio Costa Camastra. Si estende per una superficie territoriale di 16,28 kmq e conta 2.343 abitanti con una densità territoriale di 144 ab/kmq. Confina a nord-est ed ovest col vasto territorio comunale di Naro e a sud con Palma di Montechiaro e Licata. Il collegamento con il capoluogo avviene per mezzo della strada statale 410 che collega Naro a Palma di Montechiaro.

Il territorio, geologicamente costituito da arenarie e sabbie con intercanalazioni argillose e pedologia di regosuoli da rocce argillose, non è molto vasto e non presenta particolari caratteristiche paesaggistiche.

Camastra, anticamente, era chiamata Romulia e fu fondata nel 1620 da Giacomo Lucchesi che ottenne il titolo di duca nel 1625. Successivamente fu feudo dei Lanza e dal 1929 al 1946 il comune fu soppresso e aggregato a quello di Naro. Sul Castelluzzo di Camastra, altura dei dintorni, sono stati ritrovati  i resti di un’antica necropoli, le cui tombe possedevano corredi in ceramica locale che fanno supporre che esso sia stato abitato dal paleolitico all’epoca greca. Sempre nei dintorni sono state identificate due necropoli cristiane. L’impianto urbanistico tardo-seicentesco si presenta secondo lo schema a fuso, con fulcro in piazza Matrice e sviluppo lineare lungo la strada statale 410. Il tessuto urbano è suddiviso in comparti rettangolari allungati in senso per lo più ortogonale all’asse principale, aggreganti case a spina.

Il centro urbano non presenta molti edifici di notevole valore architettonico. Si rilevano la chiesa Madre e la chiesa di S. Vincenzo. La chiesa del SS. Salvatore, ristrutturata e restaurata nel 1970, è stata costituita parrocchia con atto del 20 maggio 1797 presso il notaio Lorenzo Testaferrata di Palermo, con diritto di patronato del principe Lanza di Trabia.

Il centro storico attualmente conserva le minime funzioni civili e commerciali di borgo agricolo, anche in relazione alle limitate nuove espansioni.

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