Situato a 25 km a nord-est del capoluogo, è un piccolo centro agricolo posto a 470 metri s.l.m., nella regione collinare tra i fiumi Platani e Salso, su un rilievo roccioso nell’alta valle del fiume Iacono. Si estende per una superficie territoriale di 17,96 kmq, conta 3.400 abitanti ed una densità territoriale di 189,30 ab/kmq. Confina a nord-ovest con Racalmuto, a nord-est con Canicattì, a sud-est col territorio di Naro ed a sud-ovest con Favara. Il collegamento con il capoluogo avviene per mezzo della strada statale 122 che collega Agrigento a Caltanissetta.

Il territorio ha caratteristiche collinari in modesta pendenza con cime che arrivano intorno ai 500 metri s. l. m. ed ampie spianate. Il territorio agricolo è coltivato principalmente a vigneti per uva da tavola (Uva Italia), uliveti e frutteti, anche se alcune zone sono lasciate incolte o vengono utilizzate per il pascolo degli animali.

Il borgo sorse nel 1576 ad opera di Stefano Monreale, Duca di Messina e Vicerè di Sicilia. In seguito divenne feudo, con titolo ducale, della famiglia Bosco dei Principi di Belvedere.

L’abitato è raccolto sulla parte più elevata di uno sperone nell’alta valle del torrente Jacono. Il nucleo più antico del paese si trova a nord della chiesa Madre.  L’impianto urbanistico è radiocentrico a più fuochi. Tra il XVI e il XVII secolo il tessuto urbano si presenta con comparti irregolari e con vicoli stretti e tortuosi. Nelle zone di espansione del XVIII e XIX secolo, il tessuto si presenta invece con comparti regolari a stecca variamente orientati con case allineate a spina. Principale edificio monumentale è la chiesa Madre, dedicata alla Madonna del Rosario e risalente al secolo XVIII. Tale chiesa domina il centro abitato ed è ad una vasta navata ricca di stucchi. Altri edifici di valore architettonico si riscontrano nella chiese di S. Agnese, di S. Antonio e del Cuore di Gesù, nei Palazzi Municipale e Ricottone e nel Santuario extraurbano di S. Antonio Abate.

Il centro storico continua ad assolvere alle sue funzioni di centralità civile e commerciale, anche in ragione della limitatezza delle nuove espansioni.

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