Situata sulla destra del fiume Salso, alle falde della collina Gibbosi, è circondata da un fertile e ben coltivato territorio, che si estende per una superficie di 49,58 kmq, con una popolazione di 14.559 abitanti per una densità territoriale di 293,60 ab/kmq.

Il territorio è collocato nella parte più estrema a est della provincia di Agrigento ed è confinante ad est con la provincia di Caltanissetta, a sud con Licata, a ovest con Campobello di Licata ed a nord con Naro. Il collegamento con il capoluogo avviene per mezzo della strada statale 557 per Licata.

La struttura territoriale è formata da calcari travertinoidi mineralizzati e solfiferi con argille e gessi ed è pedologicamente interrelata da suoli bruni, bruni lisciviati e regosuoli.

Scavi iniziati nel 1928 e ripresi nel 1973 hanno messo in luce un centro indigeno protostorico sul Monte Saraceno, a un chilometro e mezzo dal centro abitato, dove sono stati rinvenuti i resti di un insediamento protostorico, che alla fine del secolo VII venne ellenizzato dagli abitanti di Gela e nel secolo VI dagli Agrigentini. I segni della fondazione dell’abitato si possono riscontrare sui terrazzamenti del colle, così come testimonia l’acropoli nella parte più alta e la necropoli. I reperti mobili sono oggi conservati nel Museo archeologico regionale di Agrigento.

L’attuale città, fondata nel 1616 da Giacomo Bonanno, Duca di Montalbano, alla cui famiglia appartenne fino alla soppressione della feudalità siciliana,  sorge sul sito delle rovine di una fortezza distrutta nel 1087 da Ruggero il Normanno che vi aveva stretto in assedio un gruppo di Arabi scampati alla sconfitta di Naro.

L’impianto urbanistico seicentesco, caratterizzato da ampi comparti a corte, è definito dall’asse principale del Corso della Repubblica, che taglia obliquamente la S.S. 557. Il centro storico conserva le funzioni residenziali, ma le attività civili e commerciali si sono concentrate all’incrocio tra la S.S. 557 e l’asse principale. Espansioni si sono verificate nel corso dei secoli XVIII – XIX.

Del patrimonio artistico monumentale sono da ricordare: la chiesa appartenente un tempo al convento francescano fatto costruire nel 1453 da Andrea de Crescenzio; la chiesa Madre, dedicata a S. Giacomo Apostolo, fatta costruire nel secolo XVII dai Bonanno, principi di Cattolica e baroni di Ravanusa. La chiesa, caratterizzata dalla facciata con un portale di scuola gaginesca, si struttura in una armoniosa navata ricca di stucchi.

Dell’architettura civile rimangono alcuni palazzi aristocratici tra cui quello del Sillitti di fine ‘800.

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